LABORATORIO ORTOTERAPIA

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LABORATORIO ORTOTERAPIA2018-09-03T13:41:43+00:00

LABORATORIO ORTOTERAPIA: il progetto di un orto sinergico

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento di tipo economico e sociale legato all’industrializzazione, che ha portato allo sfruttamento della terra ai massimi livelli e che ha gradualmente allontanato l’individuo dai tempi dettati dalla natura stessa, che una volta, erano assai preziosi. La cultura contadina infatti, tendeva a rispettare i cicli naturali, con grande rispetto per ciò che si produceva. Non vi era spazio per né per un iperproduzione, né per lo spreco. Tutto ciò che veniva prodotto veniva consumato o riutilizzato.
Il nostro intento è quello di poter riprendere e ri-formare un educazione rispettando le sinergie tra pianta e terreno, che rappresentano simbolicamente anche i tempi di ogni individuo, facendo quindi diventare la creazione di un orto sinergico anche una forma di terapia centrata sulla persona: l’ortoterapia.

Il progetto e i partecipanti
All’interno dell’appezzamento di proprietà della Fondazione Santa Caterina sito in Via Correcchio a Imola si sta svolgendo un’attività di carattere socio-educativo-formativo con la coltivazione di un orto tradizionale accanto ad un orto sinergico.
Il progetto è coordinato da Rossella Mele e Sajjad Ahmed, educatori della Comunità Semi-Residenziale “Passo per Passo” e Simone Righini, educatore dell’Oratorio Santa Caterina.
La progettazione dell’orto sinergico è stata avviata da un consulente esterno, Daniele Zavalloni del Gruppo di Ricerca sulle Tecnologie Appropriate – CIN di Cesena, e viene portata avanti da un tecnico agrario che segue la parte produttiva e commerciale dell’attività: Claudia Sandri.
Partecipano al progetto circa 7 minori afferenti a alla Struttura integrata educativa che saranno divisi in due gruppi e lavoreranno all’orto due volte a settimana, in due diverse giornate.
I molteplici aspetti nell’importanza di coltivare un orto sono: illustrare i processi produttivi, valorizzare i prodotti tipici, osservare e sperimentare il lavoro dell’agricoltore, evidenziare le attenzioni e le operazioni necessarie per produrre nel rispetto dell’ambiente.
I ragazzi hanno la possibilità di approfondire le conoscenza delle piante dell’orto e dei fiori e muoversi in un ambiente dove si può cogliere il valore delle cose semplici e gustare il sapore dei prodotti provenienti direttamente dalla terra. Imparano così a conoscere la campagna.
A questo proposito abbiamo iniziato a novembre 2013 la preparazione del terreno tramite fresatura e la preparazione dei cumuli per l’orto sinergico.
Da gennaio 2014 ad oggi tempo permettendo abbiamo iniziato a seminare legumi (piselli, fave), spinaci, lattuga, radicchi, ravanelli, cipolle, aglio e piantato alcune piante aromatiche sui cumuli.
Da aprile fino alla fine di giugno coltiveremo in ordine: fagioli, zucchine, cetrioli, fragole, basilico
– rucola, pomodori in varietà, melanzane, peperoni, porri, meloni, finocchi
Gli obiettivi del progetto sono: l’acquisizione di abilità, autonomie e competenze, la stimolazione allo sviluppo delle capacità di interazione e partecipazione, il recupero e la valorizzazione delle parti sane dell’individuo.
L’orto diventa così lo strumento che insegna la pazienza, l’operosità, ma soprattutto la fiducia totale in sé stessi e nelle proprie capacità attraverso il “saper fare” e il “saper prendersi cura”

Come nasce l’ortoterapia e che cos’è?
L’ortoterapia nasce nel lontano 1600, quando la povertà dei paesi anglosassoni, non permetteva alla popolazione di poter sostenere le spese per i ricoveri in ospedale, pertanto invece di pagare l’ospizio delle cure ricevute, gli venne chiesto di prendersi cura dei giardini dell’ospedale. I risultati furono incredibili, soprattutto per i medici che notavano non solo, come il lavoro non pesasse ai malati, ma era evidente come il processo di cura e di riabilitazione fosse accelerato. Ciò nonostante per diverso tempo l’ortoterapia restò solo un modo per pagare le cure ospedaliere piuttosto che diventare un processo curativo e terapeutico.
I benefici dell’ortoterapia vennero riscoperti negli anni che seguirono la prima e la seconda guerra mondiale. Ad oggi, in Europa l’ortoterapia sta muovendo i suoi primi passi, mentre negli Stati Uniti viene praticata ormai da 40 anni; vi sono centri di fama internazionale, reparti di ortoterapia negli ospedali più importanti ed una facoltà Universitaria.
L’ortoterapia si basa sul fatto, scientificamente dimostrato, che il contatto con la natura, come la semplice visione di un paesaggio verde, abbia notevoli benefici sull’individuo. E’ una forma di cura che usa le piante, l’attività di giardinaggio, e l’innata attività che sentiamo verso la natura come mezzo professionale in programmi di terapia e riabilitazione.
La letteratura internazionale riporta studi sistematici su varie tipologie di utenza e su contesti specifici, non sempre generalizzabili, ma piuttosto significativi sulla validità dell’attività.
In generale emergono risultati positivi sul piano cognitivo, psicologico, fisico e sociale, producendo benefici in termini di benessere individuale, miglioramento della qualità di vita e miglioramento della coesione sociale. Dalla raccolta e dalla ricerca delle sementi, dalla preparazione del terreno alla vangatura, dalla semina al raccolto, la diversificazione del lavoro è tale che tutti vedono riconosciuto il proprio saper fare in sinergia con il gruppo. Si rafforza così l’autostima, il senso di appartenenza, di identità, di responsabilità, si contrasta il vissuto di inutilità e di isolamento.

L’agricoltura Sinergica
L’ Orto Sinergico è un metodo elaborato dall’ agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, riconducibile agli ideali della Permacultura, cultura che sostiene la coltura permanente ed eterna, in quanto auto-rigenerativa e quindi inesauribile. L’agricoltura tradizionale utilizza maggiormente metodi di coltivazione che tendono a isolare le piante artificialmente e a disporle in filari che sfruttano lo spazio al massimo, coltivando intensivamente un’unica coltura; si scava e si modifica il terreno, si utilizzano fertilizzanti sulle piante per incrementare la crescita, diserbanti sulle piante indesiderate, pesticidi contro insetti e parassiti ritenuti potenzialmente dannosi.
L’agricoltura sinergica invece, parte dal presupposto che le piante, crescendo e vivendo nel terreno, creano spontaneamente un suolo più fertile grazie non solo ai residui organici e all’attività chimica, ma anche alla preziosa operosità dei vari microrganismi, batteri, lombrichi, funghi. L’agricoltura sinergica quindi, promuove meccanismi di auto fertilità del terreno, senza arature né concimi, ma facendo attenzione ad associare le piante secondo alcuni semplici accorgimenti.
Nell’orto sinergico le piante perenni convivono con le piante stagionali, la stessa pianta è presente contemporaneamente in diversi stadi, anche decomposta a nutrire altri esemplari in fiore.
La copertura dell’orto sinergico (pacciamatura) è naturale, composta da paglia, foglie secche, canne, carta, segatura e simili, e serve a stimolare processi di auto aerazione e auto fertilizzazione; gli organismi naturalmente presenti nel terreno vengono considerati come importanti spie dello stato del suolo e integrati nella coltivazione per ottenere il massimo sviluppo agricolo secondo il principio della sinergia.
I principi dell’agricoltura sinergica sono:
• non arare né zappare
• non compattare il suolo
• non concimare
• piantare e seminare insieme almeno tre specie diverse di piante.
Per avere la sinergia ottimale di solito si seminano insieme:
☼ almeno una LEGUMINOSA come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i piselli.
Le leguminose, tramite un batterio che cresce nelle loro radici, hanno la capacità di fissare l’azoto atmosferico nel suolo, principale nutrimento di tutte le piante.
☼ almeno una LILIACEA come l’aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno, che per le loro caratteristiche chimico-biologiche hanno la facoltà di tenere lontani i batteri
☼ almeno una verdura comune al centro della zona seminata, mantenendo una giusta distanza minima tra le piante affinché non si ”soffochino” reciprocamente.
Sarebbe opportuno coltivare anche dei fiori nella stessa zona seminata: la Calendula ha una potente attività antibatterica, il Piretro ed il Nasturzio tengono invece lontane le formiche.
Le Erbe Spontanee (classicamente chiamate ”erbacce”) possono aiutare a trattenere umidità nel suolo con le loro radici e sono da rimuovere (a mano e generalmente senza sradicare completamente) e sfoltire solo quando la loro presenza rischia di soffocare le piantine in fiore o di metterle in ombra.
Invitiamo chiunque sia interessato e voglia dare il proprio contributo in termini di “antichi saperi”, di semenze locali e non o di aiuto nell’orto a contattarci.
Negli orti nascono cose bellissime…